Gli antichi romani ne approfittavano per tirare il fiato dal lavoro nei campi. I cristiani lo festeggiano come giorno dell'Assunzione. In Sicilia è tutto un fiorire di botti e processioni, a casa mia di magnate in grande stile che si concludono rotolando intorno alle cinque del pomeriggio. E si fanno i biscotti, i falò sulla spiaggia, e si smette di lavorare anche se le ferie non ce le hai e anche se lavori nei giorni festivi. E ci si scambia gli auguri con una serie di sms preimpostati e idioti che manco a capodanno. E si guardano i fuochi d'artificio e si saluta l'estate che è volata quest'anno come quelli prima. In Italia, almeno, e non so in quali altri paesi del mondo. Qui, no. Intanto, non vedo perché inventarsi un'altra occasione per staccare dal lavoro. Infrasettimanale, per giunta! Innanzi tutto l'estate è terminata da un pezzo: qui i vacanzieri più folli e lazzaroni sono rientrati tutti a fine luglio. Qui le occasioni per far festa sono rigidamente scandite dal calendario. La domenica, si fa IL barbecue. Sul lungolago. Il primo venerdì del mese, l'aperitivo in università. Il primo di agosto, la festa del paese, con leziosissimi fiori di carta attaccati sulle siepi al posto dei fiori veri (del capitolo leziosità parleremo in un post a parte -_-). Il sabato, le gite fuori porta. Il venerdì sera, la birra in città. Ma morire che si esca a bere qualcosa in un giorno cazzuto come che so, il mercoledì. Che si inviti un collega a cena solo perché fa piacere conoscersi, che si improvvisi un precena a base di patatine in sacchetto sul prato, per dire. Indugiare ad ascoltare la musica in un pigro dopocena? Perché, mica è il jazz festival. Attardarsi a spettegolare davanti alla cerimonia di chiusura delle olimpiadi? E a che scopo? Se i giochi sono finiti!
Tutto ciò per dire che, se tutto, anche le feste, è pianificato (e ben inteso, per funzionare poi alla perfezione), se nulla è mai raffazzonato, se nulla è per "provare, e se viene 'na sola fa niente", le intemperanze della giornata più pigra e celebrata dell'estate sono bandite. Per tutta risposta, noi alle (piccole) sregolatezze abbiamo consacrato la giornata. Ho messo l'unico vestito da spiaggia che mi sono portata, bianco e svolazzino, ho comprato la nostra bibita preferita, finirò un libro che ho iniziato solo ieri, anche se poi non avrò più nulla da leggere. Cucinerò qualcosa di buono e tireremo tardi, in mezzo alla settimana, per le vie di una città un po' troppo ordinata ma bellissima. Senza una ragione particolare, se è vero che la vita è quello che ti capita quando salta un programma. E buon ferragosto a tutti.
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